"QUANDO SI AMA LA VITA, SI AMA IL PASSATO PERCHE' ESSO E' IL PRESENTE QUALE E' SOPRAVVISSUTO NELLA MEMORIA UMANA" Margherite Yourcenar

Famiglia Nicolaci

La famiglia appartiene alla borghesia prettamente mercantile di Noto. L’origine si fa risalire alla metà del XVII secolo con Pietro Nicolaci; siamo intorno al 1674.
Solo agli inizi del XVIII secolo i Nicolaci possono essere annoverati tra i nobili della nostra città ed esattamente con Corradino Nicolaci il quale, orfano di padre a soli sei anni, fu cresciuto e guidato dalle capacità ambiziose ed energiche della madre ed acquistò all’asta, nel 1701, il feudo di Bonfalà con il titolo di Barone.
Dei Nicolaci, in quanto degni di menzione, ricordiamo:
Giacomo, Barone di Bonfalà, poliglotta e cultore di matematica. Girando per l’Italia e la Francia, secondo notizie che, purtroppo, non hanno ancora trovato riscontro, portò da Montpelier il disegno del palazzo, che successivamente avrebbe realizzato quel famoso Francesco Maria Sortino; Ottavio, il quale sposò appena ventenne una Di Lorenzo : Girolama. Alla morte del fratello Giacomo, ereditò il palazzo con la ricchissima biblioteca e le baronie di Bonfalà; Giuseppe Maria, minore conventuale; Franzo, Giurato nobile di Noto e Procuratore della Chiesa Madre; Ottavio Salvatore, Senatore di Noto (1797-98) e Sindaco nel 1802 e nel 1831 – non fece mai mistero della sua affiliazione alla Carboneria; Corrado, Principe di Villadorata in quanto primo acquirente del titolo e Accademico dei Trasformati; donò 2817 volumi di pregiato valore per la fondazione della nostra Biblioteca Comunale. Dopo l’Unità d’Italia fu Sindaco di Noto e le sue tonnare (Marzamemi e Portopalo) furono le principali della Sicilia. A questo Principe ed alla sua sposa, la nobildonna Innocenza Impellizzeri, è legato il nostro momento storico, relativo alla ricostruzione.
Ricordiamo ancora un Ottavio ed infine, scomparso nel 2004, quel Corrado, Principe di Villadorata, che la Noto di epoca recentissima ha avuto l’onore e la gioia di conoscere.
Il Palazzo “Nicolaci”, conosciuto come Palazzo Villadorata, è unico al mondo per gli stupendi saloni e per quelle meravigliose “chimere”, i “grifoni”, i “cavalli alati”, e le “sirene” che sostengono quei balconi mozzafiato, che costituiscono spettacolare corollario alle varie edizioni dell’Infiorata di Noto, dominandone superbamente l’evento.