"QUANDO SI AMA LA VITA, SI AMA IL PASSATO PERCHE' ESSO E' IL PRESENTE QUALE E' SOPRAVVISSUTO NELLA MEMORIA UMANA" Margherite Yourcenar

Famiglia Impellizzeri

Nei regni di Castiglia e Valenza fioriva una famiglia dalla indiscussa e chiara nobiltà: gli “IMPELLIZZERI”.
Il trasferimento in Sicilia si deve ad “un” Antonio Impellizzeri, nobile Cavaliere di Valenza, i cui figli furono tenuti in somma considerazione da Re Martino; siamo nel 1392.
I due figli di un secondo Antonio, che si era stabilito nella città di Genova, Pietro e Giovanni, si trasferirono a Modica nel 1426 con l’incarico di Governatori; dal secondo, cioè Giovanni, discende in linea diretta il Barone San Giacomo di Belmineo e del Burgio, Paolo, progenitore a sua volta di quel Tommaso, Castellano di Noto, Percettore regio del Vallo di Noto ed erede, per ceppo materno “Landolina”, dei feudi di Buxello, Spinagallo, Cadeddi, e Regalcia.
Degni di essere menzionati sono inoltre: quel Francesco Impellizzeri, Maestro Razionale della Camera Reginale della Regina Bianca, che volle stabilirsi a Siracusa; un altro Paolo, figlio del predetto Francesco, Capitano della milizia in Siracusa nel 1485.
A quel Don Giovanni Impellizzeri Bonanno (il secondo cognome deriva dal siracusano e nobile ceppo materno) e alla sua sposa, la nobildonna Francesca Salonia, il merito di aver contribuito, più di tre secoli fa, alla realizzazione di un simile miracolo, quello della ricostruzione. Al nobile Impellizzeri Bonanno, che ci riguarda più da vicino, si deve anche la donazione della meravigliosa statua dell’Immacolata, che si erge accanto alla chiesa omonima.
Ai discendenti dei Baroni di San Giacomo, ancora ben presenti, Noto è legata da un profondo sentimento di sincera ed affettuosa stima.